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Muri a secco per conservare l'acqua e il suolo
Cosa. I tradizionali muri a secco, costruiti ancora oggi a mano in diverse parti del mondo, offrono numerosi vantaggi: sono utilizzati per contenere l’erosione del terreno, trattenere l’umidità offrendo un’alternativa fonte di acqua e frenano l’energia del vento. La diversa inerzia termica della pietra rispetto all’atmosfera crea una superficie fredda dove l’acqua si condensa. I muretti intercettano sia il vento che l’umidità attraverso i numerosi interstizi, microcavità e pietre porose che li compongono, mentre la parte in ombra rallenta l’evaporazione. Bloccando l’erosione stimolano inoltre la produzione di un terreno fertile ricco di humus. Agiscono quindi come dei veri e propri termoregolatori proteggendo il terreno da forti sbalzi termici, sia in condizioni calde e aride che molto fredde.

Dove al meglio. Quasi tutte le costruzioni realizzate con pietre a secco sparse per la regione Puglia (foto con ulivo circondato da muretto) possono essere considerate come delle vere e proprie sorgenti idriche. Le radici degli antichi alberi di olivo si allungano verso le pietre delle pareti a secco che scolpiscono il paesaggio. Ancora oggi è possibile osservare questi alberi contorti completamente circondati da bassi muri di pietre. I cumuli di pietra calcarea chiamati specchie, tipici della regione pugliese nell’Italia meridionale, funzionano ancora oggi in maniera ineccepibile. Esistono inoltre ammassi di pietre oblunghe, molto simili alle specchie, ma con una copertura superiore in stucco per raccogliere l’acqua piovana che viene poi riversata in cisterne laterali. Inoltre il mucchio di pietre contribuisce ad attrarre l’umidità fornendo un’ulteriore riserva di acqua.

E anche. I parieti sono invece le strutture a secco più imponenti della Puglia. Sono costruiti con una parte superiore coperta di lastre sovrapposte a strati che pendono verso il centro. In questo modo incanalano umidità e brina verso il cumulo di pietre che si trova all’interno. Questa tecnica è comune anche in Europa settentrionale e nel nord della Scozia, in Irlanda e nelle isole Orkney. Sembra essere quindi una memoria delle pratiche diffuse durante la cultura megalitica preistorica. Anche nei climi freddi le pareti a secco funzionano da termoregolatori e forniscono alle piante l’irrigazione di cui necessitano. Nella regione di Burren, in Irlanda, nonostante il clima umido e piovoso, le abitudini pastorali e il fenomeno carsico, queste strutture alimentano piccole sorgenti e sistemi di raccolta di acqua piovana. Alcune costruzioni a secco risalgono all’epoca dei dolmen, dei cromlech e di altre recinzioni preistoriche presenti nell’area. In Sardegna e nell’isola spagnola di Ibiza si possono ancora oggi osservare i prati circondati di muri a secco: sono chiamati tanka che è un termine che si riferisce ad antichi luoghi mediterranei. In Yemen esistono strutture come il marbid: muretti a secco molto bassi dove l’umidità viene raccolta su una superficie piatta che li circonda.

Azioni di conservazione. Se ben conservati i muretti vengono utilizzati...

Azioni di riutilizzo. I muri a secco...
 


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Bibliografia:
¡Viva la vida! - Pino Cacucci - Collana: I Narratori - Pagine: 80